Vita (1798-1837)
- Recanati
- 1815 - da erudizione a bello
- Tenttivo di fuga sventato (1819)
- 1819 - da bello a vero
- 1820 - Teoria del piacere
- Roma (1822)
- Delusione tremenda, ritorno nel 1823
- 1824 - Operette morali - Pessimismo cosmico
- Poi (1825) Milano e Bologna - lavoro - ed. di Cicerone
- Recanati di nuovo, crisi
- Firenze, Napoli, goodbye baby.
Pensiero
- Ricostruibile attraverso lo Zibaldone
- Teoria del piacere (Zibaldone, 1820)
- Felicità = piacere
- L'uomo non desidera *un* piacere, ma *il* piacere
- Infinito, per estensione e per durata
- Non appagabile, quindi insoddifazione perpetua
- PRIMA La natura è benigna
- Ha fornito l'uomo con l'immaginazione, con cui può scappare dalla realtà
- Gli antichi erano più felici perché sapevano meno cose
- Pessimismo storico
- Erano capaci di illudersi e immaginarsi di più
- Felicità sepre relativa però
- Illusioni solo un palliativo per il desiderio di infinito
- Infelicità = assenza di piacere
- POI La natura è malvagia
- Concezione precedente in crisi
- Natura mira alla conservazione della specie
- Può generare sofferenze del singolo per arrivare al bene comune
- Quindi il male del singolo rientra nel piano
- In un primo momento: Fato maligno
- Concezione dualistica
- Natura buona di fondo, ma fato maligno
- Poi: Natura ingloba il fato
- Cieco meccanismo, individui periscono per la conservazione del mondo
- Ma gli piace rappresentare la natura come divinità malvagia, sadica
- Concezione non più finalistica ma meccanicistica
- Passaggio: Dialogo della natura e di un islandese
- Infelicità = dovuta ai mali esterni, non sfuggibili (morte, malattie, vecchiaia, cataclismi...)
- Pessimismo cosmico
- Infelicità costante
- (leggermente storico ancora perché gli antichi erano attivi)
- Abbandono della poesia civile e del titanismo
- Atteggiamento distaccato, ironico
- Saggio stoico - atarassia
- Ritorno al titanismo nell'ultima fase
- Molto polemica, concezione della vita sociale e del progresso
- Poetica del vago e dell'indefinito
- Teoria della visione
- Teoria del suono
- Antitesi tra natura e ragione, tra antichi e moderni
- Antichi migliori:
- Più forti, più imppegnati
- Magnanimi
- Vita cultuale più ricca
- Vita civile eroica
- Dunque pessimismo!
- La società rende l'uomo infelice
- (nota: vive nella restaurazione)
- Titanismo
- Leopardi unico depositario della virtù antica
- Sfida il fato dell'Italia
Zibaldone
- Indefinito e infinito
- Contrasto tra finito e indefinito molto efficace
- Teoria della visione (v. sopra o sotto)
- Il vero è brutto
- Il vero è brutto e si vede dal presente, che è peggiore del passato ricordato e del futuro immaginato. Il presente è la sola immagine del vero
- Parole poetiche
- Lontano, antico, notte, profondità,...
- Tutte vaghe, indefinite
- Ricordanza e poesia
- Alcune immagini non sono belle in quanto tali ma in quanto richiamano immagini simili
- Teoria del suono e teoria della visione
I canti
- Le Canzoni
- Periodo dall'erudizione al bello
- COmponimenti di impianto classicistico
- Linguaggio aulico e sublime
- Due canti simili
- Il Brutto minore
- Ultimo canto di Saffo
- Delega il discorso a due persoaggi
- Svolta del pessimismo stoico, idea di un'umanità infelice non solo per ragioni toriche ma per una condizione assoluta
- Non si incolpa la natura, ma dei e fato
- Titanismo eroico del primo Leopardi
Operette morali
- Dialogo di un folletto e di uno gnomo
- Confutazione della filosofia antropocentristica
- Rinascimento
- Cristianesimo
- Niente finalismo, meccanicismo
- Specie niente finalismo per l'uomo
- Uomini malvagi, si sono ammazzati da soli
- Testo, punti critici
- Quando l'uomo viene meno sulla terra vengono meno
- Perché vengono meno gli uomini?
- Disordine, motivi elencati dai folletti
- Nichilismo
- A livello stilistico un sacco di "non", specie sulle credenze antiche.
- Ironia sul fatto che l'uomo pensi di essere amato da qualcuno al punto da dedicargli la creazione
- Il fatto che l'uomo non esista più non frega nulla a nessuno,
- Dialogo della Terra e della Luna
- Pessimismo cosmico
- Leopardi usa la prosa perché
- Non esisteva una prosa italiana che potesse parlare di filosofia
- Italiano molto metaforico, lingua poetica
- Leopardi la vuole creare. Come?
- Strutture latine
- Strutture e termini francesi
- Anche se devono sembrare italiani
- Due principi della lingua: naturalezza / chiarezza
- Temi